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Mercato Energia - Tommaso Capasso

Abbiamo chiesto al dott. Tommaso Capasso, del Gruppo Salerno Energia, di raccontarci quello che sta succedendo in Italia nell’ambito del mercato dell’energia, a partire dai problemi legati ai blackout, fino alla ricerca non più rinviabile di soluzioni e azioni da parte di tutti i soggetti coinvolti.

Il 17 luglio 2003 l’Italia, una delle prime sette potenze economiche mondiali, si è fermata, anche se a macchia di leopardo, perché non c’era energia elettrica sufficiente per tutti. Il 28 settembre si è bloccata perché non ce n’era per nessuno.
Questi eventi hanno messo l’Italia tutta di fronte al suo problema energetico, che non è più rinviabile e che necessita di risposte, soluzioni e azioni da parte di tutti i soggetti coinvolti.
Saltiamo a piè pari le polemiche e le accuse incrociate e passiamo ad esaminare le diverse possibili risposte, i tempi che esse richiedono, cosa comportano in termini di azioni e chi deve realizzarle.
Le risposte possibili sono di due tipi: strategiche e tattiche.
Le risposte strategiche devono mirare a diminuire l’eccessiva dipendenza del nostro Paese da fonti energetiche estere e nel contempo assicurare, anche nel rispetto di esigenze diverse, come quelle ambientali, un significativo aumento della produzione interna di energia elettrica. L’attore principale di questa complessa operazione, che si concretizza nel costruire nuove centrali elettriche e nel potenziare la rete di distribuzione, riteniamo che debba essere lo Stato, inteso come Governo, opposizione, rappresentanti degli enti locali. Ma le soluzioni strategiche hanno tempi medio – lunghi, mentre il problema energetico è pressante e il pericolo di nuovi black out sempre dietro l’angolo.
Occorrono, quindi, anche soluzioni "tattiche", che consentano risultati nel breve – medio termine.
Ci permettiamo di suggerirne una.
Nella scorsa estate i record di consumi di energia elettrica sono stati raggiunti soprattutto a causa dell’intenso utilizzo dei condizionatori, per un’ondata di caldo che, stando ai mutamenti climatici in atto, non può più definirsi anomala. La maggioranza dei condizionatori installati funziona ad energia elettrica, ma esistono anche impianti di climatizzazione a metano.
Gli operatori del settore, e cioè aziende distributrici e fornitrici di metano, produttori e distributori di climatizzatori a metano dovrebbero dialogare tra di loro e avviare azioni di comarketing per spingere l’adozione dei climatizzatori a metano.
I vantaggi della proposta sono evidenti e conseguibili nel breve – medio periodo: l’adozione del climatizzatori a metano permetterebbe di ridurre significativamente i consumi di energia elettrica nel periodo estivo, diminuendo il rischio di nuovi black out; i clienti finali beneficerebbero di notevoli risparmi sui consumi energetici; le aziende fornitrici e distributrici di metano aumenterebbero il loro fatturato e nel contempo appiattirebbero la loro curva termica, realizzando significative economie gestionali, i produttori di climatizzatori a metano vedrebbero salire il loro fatturato.
Nel suo piccolo Salerno Energia nel primo semestre 2003 ha gia realizzato, in co-marketing con altre società, un’iniziativa nel mercato dell’energia per autotrazione, favorendo la conversione a metano delle auto alimentate a benzina (l’iniziativa ha portato a +20% il parco auto alimentato a metano circolante nel comune di Salerno). L’iniziativa, per logica e modalità esecutive, ha molti punti in comune con la soluzione suggerita. Dunque parliamone, ma soprattutto agiamo.



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